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PERCORSO AZZURRO 2018 (4 KM)

Partenza dalle ore 11.00 alle 13.00

Il percorso Azzurro è il cuore della manifestazione e raccoglie in sé tutto il senso dell’evento. E’ adatto a chi vuole affrontare una passeggiata in tranquillità ed è pronto ad accogliere chi invece  avrà scelto gli altri percorsi più vivaci e qui, nell’Azzurro, troverà il ristoro nel rientrare verso la il punto di partenza

Lungo il cammino di 4 km di passeggiata rilassante, piacevole e semplice vi accoglieranno le nostre tappe golose che creeranno colore, movimento ed allegria. Il percorso Azzurro accoglie il Fiasconauta in un contesto di festa per tutti!! Il tragitto base, situato in una piccola borgata del paese di Dego, è interamente privo di barriere architettoniche e per la maggior parte è disegnato su asfalto.

  


PERCORSO VERDE 2018 (15 KM)

Partenza dalle ore 9.15 alle 10.30

Il percorso Verde è quello che insieme all'Azzurro ha dato origine alla Fiascolata. Il sentiero attraversa, nel primo tratto, una porzione di percorso disegnata su asfalto, ricalcando quello che è il percorso Azzurro.

In loc. Martinetto, dove è presente una fontana con acqua potabile, il sentiero si addentra nel bosco, procedendo per un lungo tratto in piano. Si attraversa il fiume più volte, ma l'organizzazione, oltre alla passerella in cemento in prossimità del Martinetto, ha allestito un passaggio semplificato sui guadi.  Essendo il percorso prevalentemente in ombra, potrebbe esserci una discreta presenza di fango o comunque terreno bagnato. Dopo la tappa di Pian Magnen, allestita dal Gruppo Parrocchiale, il sentiero inizia un sali-scendi semplice, costeggiando il fiume ed attraversando angoli di caratteristica bellezza naturalistica. Terminati i vari guadi presenti, il percorso sale, per entrambe le varianti, fino alla località Gaioli, dove sarà presente un punto di rifornimento acqua, con assistenza del nostro personale. Questo è un nuovo tratto della Fiascolata, ridisegnato in occasione dell’edizione 2017 per attraversare la borgata caratteristica dei Gaioli, dove troverete sollievo con la bibita rimineralizzante offertavi dall’Accademia di Benesserologia. La salita presenta difficoltà lievi, ma comunque richiede, come tutto il circuito della Fiascolata, calzature adeguate ai percorsi fuori strada e boschivi che i percorsi presentano presenta. La salita impegna i passi per circa 1,5 km, con un dislivello di circa 150 m, necessari per recuperare la strada comunale che vi accompagnerà alla tappa successiva. Una volta raggiunta CaNova, si è accolti dall'AVIS Dego, quindi il percorso attraversa i prati di località Cerraio, dove in giornate limpide si ha una buonissima visibilità dell’ arco alpino. Proseguendo verso il bosco si  incrementa la salita in modo meno pressante, per poi iniziare l'attesa discesa che riporterà i Fiasconauti a riprendere il percorso Azzurro. Lungo il rientro del percorso ad anello si incontrerà un’ altra tappa, Santa Libera, con il G.A.S. Valbormida. Giunti in prossimità del percorso Azzurro, si proseguirà con le restanti tappe, pronte ad accogliere gli escursionisti, stanchi ma, speriamo, soddisfatti.

 


PERCORSO ARANCIO 2018 (19 KM)

Partenza dalle ore 8.30 alle 9.00

Il percorso Arancio accompagna per il primo tratto il percorso Azzurro ed il percorso Verde arrivando, insieme a quest’ ultimo, alla borgata dei Gaioli, nuovo sito che la Fiascolata attraversa.
Qui potrete conoscere un angolo di territorio del Comune di Dego, abitato fino a circa 50 anni fa da diverse famiglie, ormai abbandonato ma decisamente caratteristico.
Ai Gaioli sarà possibile fare rifornimento d’acqua nel punto di assistenza, dove troverete lo staff della Fiascolata a vostra disposizione.
Il percorso procederà fino al bivio Quattro strade, mantenendo passi comuni al percorso verde. Al bivio quattro strade i due sentieri procederanno su tracciati diversi ed i Fiasconauti del percorso Arancio dovranno intraprendere una salita, non impossibile ma abbastanza impegnativa, che conduce verso la tappa del Boscaiolo, dove il ristoro sarà pronto ad accogliervi dopo l’ultima salita impegnativa dei nostri tracciati.
Il dislivello tra il bivio Quattro strade e la tappa del Boscaiolo si aggira intorno ai 210 m, percorsi quasi esclusivamente in ombra.
Una volta raggiunto il Boscaiolo e "consumata" la tappa golosa, si ritorna indietro di circa 50 m, per riprendere il percorso del tracciato Arancio.
La discesa è una piacevole camminata disegnata in un alternarsi di differenti ambienti, paesaggi e panorami. Il primo tratto si snoda in costiera, attraversando un punto panoramico particolarmente affascinante che regala, in giornate limpide, una buona visuale dell'arco alpino. I passi in ambiente aperto accompagnano l’escursionista verso una discesa un pochino più impegnativa, che percorre una piccola gola, necessaria a raggiungere la strada principale che accompagnerà il Fiasconauta a ricongiursi al percorso verde verso la tappa di Ca Nova.
Dopo questa breve tappa in uno dei posti più caratteristici del percorso (Ca Nova), il Fiasconauta dovrà affrontare un'ultima lieve salita, che porta alla località del Cerraio, accompagnando il Fiascolante verso la discesa che lo riporterà nel percorso Azzurro.

GLI ORARI DI CHIUSURA DEI BIVI E DELLE TAPPE SARANNO SEGNALATI LUNGO IL PERCORSO, CON CARTELLI CHE VI INDICHERANNO ANCHE INFORMAZIONI UTILI ALLA VOSTRA ESCURSIONE

Dego è raggiungibile agevolmente sia dalla Liguria che dal basso Piemonte.
I caselli autostradali più vicini sono Millesimo e Altare - Carcare, che fanno parte della Torino - Savona.
Sia da Carcare che da Millesimo potete arrivare rapidamente a Cairo Montenotte, e da qui in pochi minuti a Dego.
Da entrambi i caselli, potete considerare da 15 a 20 minuti circa per raggiungerci.
Inoltre esistono due alternative grazie alle Statali che portano rispettivamente a Torino ed Alessandria, e si congiungono vicino a Piana Crixia, a pochi minuti da Dego.
La prima attraversa, scendendo verso la Liguria, parte della Provincia di Cuneo, ed in particolare il Comune di Alba.
La seconda invece taglia in diagonale la parte sud occidentale della Provincia di Alessandria, transitando da Acqui Terme.
Altri percorsi sono possibili se avrete a disposizione più tempo, qui abbiamo solo voluto ricordare i più brevi. In ogni caso, quale che sia la vostra scelta... vi aspettiamo!

(informazioni tratte dal sito del Comune di Dego http://www.comune.dego.sv.gov.it/come_raggiungerci)

 

Dego

Il comune è situato sul versante settentrionale dell’appennino ligure, alla confluenza tra il Rio Grillero e la Bormida di Spigno. Confina a Nord con il comune di Piana Crixia e Spigno Monferrato, a sud con Cairo Montenotte, ad Ovest con Castelletto Uzzone e Gottasecca, ad est con Giusvalla. Dista circa 30 km a nordovest di Savona e 82 km a ovest di Genova.
Forse di origine romana, Dego era collocato lungo la via Aemilia Scaurii che collegava Acquae Statiellae a Vada Sabatia, le odierne Acqui Terme e Vado Ligure.
Nell’alto medioevo divenne sede della più meridionale delle pievi della diocesi di Acqui: l’edificio pievano, intitolato a Santa Maria Assunta, esiste tuttora e conserva parti romaniche di origine medievale.
Nelle fasi iniziali della guerra di successione austriaca (1745) il territorio fu teatro di scontri e occupato dall’esercito francospagnolo e ancora il 21 aprile del 1794 vide il primo scontro tra soldati francesi e austriaci (prima battaglia di Dego).
Tra il 14 e 15 aprile del 1796 vi si svolse una battaglia tra l’armata francese comandata da Napoleone Bonaparte e le truppe austrosarde: fu uno degli episodi salienti della Prima Campagna d’Italia e che aprì la via per la conquista francese del Piemonte.
Nel marzo 1814 Dego ospitò il Pontefice Pio VII, a causa delle cattive condizioni del tempo, nel viaggio di ritorno da Savona ad Acqui. Il Papa, acclamato dalla popolazione, fu condotto con l’ausilio di un baldacchino, ancora oggi conservato ed esposto, se pur di proprietà privata, all’interno del palazzo comunale.
I percorsi proposti si snodano in un ambiente naturale di grande pregio, caratterizzato da un paesaggio collinare coperto da estesi boschi di faggi, con esemplari anche di notevoli dimensioni, accompagnati da rovere e castagno.
La flora, tipicamente appenninica, comprende numerose varietà di felci e di altre piante dalla vistosa fioritura, come il giglio martagone, l’epatica, l’anemone dei boschi.
I numerosi corsi d’acqua e le sorgenti sono un’ambiente ideale per anfibi quali la salamandra, il tritone alpestre, la rana temporaria, il gambero di fiume.
La fauna mammifera è rappresentata soprattutto dal capriolo mentre l’avifauna è quella tipica dei boschi, con picchi (picchio verde e picchio rosso maggiore), diverse specie di cincia, ciuffolotto, poiana, allocco e gufo comune.